La carenza globale di semiconduttori ha esposto una vulnerabilità critica: quanto le industrie di tutto il mondo dipendano dalla produzione asiatica. I cinque principali leader per capacità di wafer controllano il 54% della produzione globale, con quattro situati in Asia e uno solo in Nord America. La posizione dell'Europa è palesemente assente.
La posizione attuale dell'Europa
Dal 2015 al 2020, l'Europa ha detenuto solo il 9,39% delle vendite globali di semiconduttori, rispetto al 36,16% della Cina. La quota europea nella produzione globale di chip è in calo da decenni, creando una forte dipendenza dai fornitori esterni per una tecnologia che è alla base di ogni industria moderna.
L'Atto europeo sui chip
La risposta della Commissione europea — l'Atto europeo sui chip — mira a raddoppiare la quota europea nella produzione globale di semiconduttori al 20% entro il 2030, sostenuta da investimenti di 20-30 miliardi di euro nell'arco di dieci anni. L'ambizione è significativa, ma gli scettici mettono in dubbio se sia realizzabile.
La scala della competizione
La sola Corea del Sud prevede di investire 451 miliardi di dollari nelle infrastrutture per semiconduttori nello stesso periodo, eclissando l'impegno europeo. Come ha osservato un funzionario del settore: "Non esiste una leva efficace per tornare a una posizione competitiva o addirittura di leadership" nella produzione su larga scala.
Il vero punto di forza dell'Europa: la ricerca
Il vero vantaggio competitivo dell'Europa risiede nella ricerca e nello sviluppo, non nella produzione. Istituzioni come IMEC (Belgio), LETI/CEA (Francia) e Fraunhofer (Germania) sono indispensabili per lo sviluppo globale dei semiconduttori, svolgendo un ruolo di innovazione sproporzionato rispetto alle loro dimensioni, anche quando le fab europee rimangono indietro in termini di volumi.
Una via da seguire: la specializzazione invece della scala
Invece di competire direttamente con le enormi fab asiatiche, il percorso più praticabile per l'Europa è la specializzazione. Il modello fabless dimostra che la leadership nel design dei chip non richiede di possedere una fab. L'Europa dispone di istituzioni di ricerca e talenti ingegneristici per competere in mercati di semiconduttori di nicchia e ad alto valore aggiunto — l'obiettivo strategico dovrebbe essere gestire saggiamente le interdipendenze, non perseguire la completa autosufficienza.